Cerca

minoneas

Tutto quello che non mi torna.

Che ore sono? E se fosse l’ora dedicarsi ad altro?

Renzi da Vespa, volevate che non approfittasse della ghiotta opportunità, offertagli dall’ossequioso Bruno? E’ tornato e subito ha rassicurato il popolo italiano sulle sue condizioni economiche: Non è un disoccupato, non avevamo dubbi, ha in serbo un nuovo libro, che venderà milioni di copie, ed un posto come professore universitario. Come giustamente dice a Vespa: ‘ I disoccupati sono un altra cosa’. L’ex premier ed ex segretario del Pd, è il solito fiume in piena, imbeccato dal conduttore rivela che il ‘ Giglio magico fiorentino’ non esiste, evidentemente per lui due Procure stanno perdendo tempo. Qualche giorno prima di andare a Porta a porta, aveva detto che se suo padre fosse risultato colpevole, avrebbe dovuto avere una pena doppia. Battuta o meglio boutade, per impressionare le masse, una semplice battuta detta tanto per dire, provocatoria quanto si vuole, ma altrettanto fuori luogo. Piu’ che evidente che Grillo ci si sia buttato a capofitto, innescando una serie di batti e ribatti inutile e noioso. Tiziano Renzi sarà giudicato e tutti lui compreso dovranno accettare l’ eventuale sentenza. L’idea è che abbia a sua volta approfittato dell’ attuale inghippo del padre, per lanciare messaggi e rilanciarsi in pista. Dopo lunghi mesi di silenzio, è tornata nello stesso contenitoreMARIA ELENA BOSCHI Maria Elena Boschi, ha detto a Vespa che è felice del nuovo incarico, chi non lo sarebbe dopo la tramvata presa in faccia al Referendum, ed al proponimento di lasciare la politica in caso di sconfitta? Per lei il nuovo segretario del Partito non può essere che Matteo, il segretario sarà il candidato premier alle elezioni. Occhi di cerbiatta ha tenuto a ribadire che il suo babbo, è stato assolto, ed è curiosa di vedere come andrà a finire. La mia curiosità non riguarda la Banca, ma le migliaia di persone che si sono ritrovate senza un centesimo. Cosi’ funziona il ‘gioco’ Matteo e Maria Elena hanno puntato tutto sul referendum, assicurando che avrebbero cambiato lavoro in caso di sconfitta. Sconfitta, pesante, è stata ma i due hanno sempre piu’ voce in capitolo, verba volant in sponda Pd c’è sempre qualcuno con la memoria corta, questi escono dalla porta per rientrare dalla finestra. Gentiloni è un segnaposto, il Paese cresce, l’economia vola, che altro volete?

A volte basta la parola, altre volte questa non ha nessun valore..

29 dicembre 2015, nel corso della conferenza stampa di fine anno, Renzi annuncia: «Se perdo il referendum considero fallita la mia esperienza politica».
20 gennaio 2016, in Senato proclama: «Se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza, perché credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica».
25 gennaio 2016, dichiara a ‘Quinta colonna‘: «Non sono come gli altri, non posso restare aggrappato alla politica. Se gli italiani mi diranno NO, prendo la borsettina e torno a casa».
12 marzo 2016, interviene alla scuola di formazione del Partito Democratico: «Se perdiamo il referendum è doveroso trarne le conseguenze, è sacrosanto non solo che il Governo vada a casa ma che io consideri terminata la mia esperienza politica».
20 marzo 2016, al congresso dei Giovani Democratici afferma: «Se mi va come spero, finisco tra meno di sette anni. Se mi va male, se perdo la sfida della credibilità o il referendum del 2016, vado via subito e non mi vedete più».
2 maggio 2016, dichiara all’’Ansa‘: «La rottamazione non vale solo quando si voleva noi. Se non riesco vado a casa».
11 maggio 2016 all’’Ansa‘ ripete: «Se perdo, non finisce solo il Governo, ma finisce la mia carriera come politico e vado a fare altro».
21 maggio 2016, a ‘L’Eco di Bergamo‘ confida: «Se lo vinciamo, l’Italia diventerà un Paese più stabile. Se lo perdiamo, vado a casa. Non resto aggrappato alla poltrona».
22 maggio 2016 all’’Ansa‘ conferma: «Ho preso l’impegno di cambiare questo Paese, ed è giusto che, se non lo mantengo, vada a casa».

Concetto chiarissimo e non interpretabile, anche il messaggio (da libro Cuore) lasciava pochi dubbi sull’abbandono di Renzi alla politica, mera illusione. L’ex premier di Rignano, nonostante le promesse, non ha mai lasciato la stanza dei bottoni, scegliendo ad una ad una le teste di chi, avrebbe portato vanti il suo discorso. Una nuova tinta come rimedio alla chioma pepe e sale, ed eccolo li in prima linea impegnato a fare le pulizie di primavera, all’ interno del (suo?) Partito, o meglio di quanto ne resta. L’atteggiamento non cambia, la strafottenza è inaudita, come sempre. Invece di domandarsi e domandare, perchè una settantina di deputati ed onorevoli, vogliano lasciare, sembra gioire di questa scissione. E’ uno sconfitto che si crede vincitore, referendum a parte, ha fallito tutti gli obbiettivi possibili, con l’appoggio delle Banche e delle lobby del potere. E’ stato solo abile nel portare ossigeno al Giglio magico, fregandosene dei problemi dei cittadini e del Paese. Si dice pronto a nuove elezioni, di fatto sta consegnando il Paese a Grillo.

Fiorentina? Mai una gioia!

Mai una gioia, un ritornello quanto piu’ indicato per descrivere il nostro stato d’animo. Non ci siamo, probabilmente non ci siamo mai stati. La Viola illude a sprazzi, per poi gettare il tutto in fondo al cesso. E’ incredibile come questo gruppo di giocatori, non riesca ad approfittare delle occasioni, che puntualmente squadre piu’ blasonate le porgono, in un vassoio d’argento. Giocatori fuori ruolo, utilizzati piu’ che per necessità, per fare un torto a chi non ha voluto spendere. Guardo le altre formazioni, Pescara compreso, e vedo tutti giocatori che vanno a mille, dando tutto quanto hanno, e forse qualcosa in piu’. Proprio il Pescara (una delle troppe) ci ha messo in crisi aggredendoci. Che dire poi della vittoria col Napoli gettata all’ ultimo istante? Quando stai vincendo contro una squadra di quel livello, il pallone può essere buttato anche in tribuna, invece no, la viola pecca d’ altruismo e regala un bel rigore, pari e patta. Che dire poi dell’approccio con la Roma? Abbiamo giochicchiato per una ventina di minuti, poi le solite cazzate della difesa che non c’è, uno a zero e poi: Accomodatevi, fate pure. 2, 3 e quattro, e se Spalletti non avesse avuto quella passione per la Fiorentina, avrebbero potuto dilagare, umiliando ancora di piu’ Sousa e compagni. L’ allenatore continua ad imbacare i giornalisti con discorsi senza alcun senso: Secondo lui la squadra, gioca per vincere tutte le partite, l’evidenza ci dice che l’ unico incontro nel quale mettono testa polmoni e gambe, è come sempre quello con la Juventus, come se contasse qualcosa. Sousa ha fatto il suo tempo, farlo restare ha voluto dire essere all’ ottavo posto, fuori dalla Coppa Italia, l’ unica strada sicura per assicurarsi in posto nell’ Europa che conta poco. La proprietà è assente pare disinteressata, in realtà penso sia Diego che ha detto di chiudere il portafoglio e rientrare. Andrea sarebbe l’ uomo giusto, tifoso passionale ed appassionato. Altra stagione andata, ita come diciamo a Firenze. Nello squallore del gioco Viola, oltre a Bernardeschi si è accesa la stella Chiesa, un vero lampo nel buio, che nonostante la grinta e la classe innata, finisce le partite senza piu’ polmoni. Questione di posizionamento. Incarichi mansioni e ruoli inventati dal coach portoghese, il piu’ delle volte sbagliati. Non abbiamo difesa, e nemmeno difensori, Astori a parte. Babacar fa pena troppo isolato e non servito ne affiancato da un giocatori veloce e guizzante. Valero è L’ ombra di se stesso, Kalinic si spreme come un’arancia in un frullatore, finendo le partite gonfio di botte. Inutile continuare, fossi Andrea (D.L.V.) manderei in campo la primavera, esonerando l’allenatore, mentre la squadra ‘titolare’ la manderei in ritiro a tempo indeterminato, e a metà paga, visto che s’ impegnano per meno di metà partita. Servono i coglioni, altrimenti non ne veniamo fuori. Quel continua far finta di niente, spostando l’ attenzione sull ‘incontro successivo, non serve a nulla. L’ autobus va fermato, bisogna far scendere tutti, controllare il motore e ripartire, facendolo con quanti credono in un Domani.

I media continuano a raccontarci una storia diversa.

Giornali e televisioni, sempre piu’ impegnate nel raccontarci la politica a modo loro, come se non esistesse internet, e non avessimo una nostra opinione. Pochi giorni fa, ho sentito rilanciata sui vari Tg, la Notizia del ritorno al Lavoro, del premier Gentiloni, dopo l’intervento al cuore. Nei vari servizi veniva esaltato un’ importante senso civico dello stesso presidente, che dopo 4 giorni, e ad appena poche ore dalle sue dimissioni, partecipava al Consiglio dei Ministri. Roba da applauso e da medaglia, secondo loro. Per me è semplicemente un’espletazione dell’ incarico ricevuto, se Gentiloni si è sentito di partecipare, è stato perchè ne era in grado. Se cosi’ non fosse stato i medici non gli avrebbero dato la possibilità di farlo. Per i media il premier, è dunque una sorta di ‘eroe’, mentre chi ha subito lo stesso intervento, e come lui è tornato al lavoro, è semplicemente uno che ha fatto quanto dovuto. Ieri ho sentito, sempre nei Tg la storiella che, Renzi avrebbe pensato ad abbandonare la politica, nel  caso fosse stato sconfitto ( come in effetti è successo) sul Referendum, Avrebbe poi aggiunto che, solo i vigliacchi abbandonano. Ragione per la quale, anche quel passeggero pensiero, era volato via e lo stesso non solo non abbandona, ma vuole sparigliare:  “Lanceremo una nuova classe dirigente, gireremo in lungo e in largo l’Italia, scriveremo il programma dei prossimi cinque anni in modo originale. Siamo ammaccati dal referendum ma siamo una comunità piena di idee e di gente che va liberata dai vincoli delle correnti, ci sarà da divertirsi nei prossimi mesi dalle parti del Nazareno”. Quello che, secondo i media, era un flebile pensiero, in realtà è stato un vero e proprio ricatto: ‘Bocciate il Referendum? Ed io vado a casa, senza se e senza ma, abbandono la politica, cambio mestiere’. Effettivamente una volta pronunciata quella frase, ha provato ad innestare la retromarcia, troppo tardi troppo ghiotta l’occasione di mandare a casa Lui e il suo governo. Adesso le nuove parole, rischiano di far implodere definitivamente il Pd, o meglio quanto ne rimane. Renzi è convinto di avere ancora quel consenso, che gli ha dato le chiavi del governo e del Partito. I media fanno da cassa di risonanza, chi vivrà vedrà!

Stiamo per girare l’anno….

E’ gia cominciato il conto alla rovescia, ancora poco e saremo tutti presi dai festeggiamenti. C’è da seppellire questo 2016, e la voglia di mandarlo via prima possibile è tanta. E’ un luogo comune, ma mai come quest’anno è alta la voglia di chiuderlo, per cominciare girando pagina, nella speranza che le cose possano migliorare per tutti. Chi festeggerà con i propri cari, tuffandosi in un cenone luculliano, in tanti riempiranno le Piazze, idem con patatine per ristoranti e discoteche, pieno immancabile anche per cinema teatri e circhi. Sarà l’ultimo giorno dell’anno anche per i ns amici a quattro zampe, potrebbe essere l’ultimo a causa dei botti. Purtroppo esiste uno stupido rapporto ideale, che fa si che piu’ le cose vanno male, piu’ uno si sfoga comprando ed esplodendo botti e fuochi d’artificio. Ci sono quelli venduti ai ragazzini, dalle cartolerie che annusando il business non esitano a riempirgli le tasche dei cappotti. Ci sono bombe vere e proprie, basta cacciare i soldi per avere oggetti devastanti. Che senso ha buttare via del denaro, utilizzabile in tantissime altre alternative, per correre il rischio di spappolarsi una mano o un’occhio? Tanti comuni hanno messo il divieto, Roma per prima, ma per il piacere di fare un’atto proibito, c’è da scommettere che dalla mezzanotte in poi, ci sarà il bombardamento. Il giorno seguente ci saranno i soliti bollettini di guerra, che i media amplificheranno. Basterebbe fermarsi un’attimo prima di comprarli, ed uno troverebbe 1000 destinazioni migliori, a cominciare da un’offerta per chi non ha un tetto e nemmeno un pasto assicurato. Gli scoppi le bombe e i fuochi lasciamoli a chi è costretto a subirli, perchè in guerra. Regaliamo un Fine Anno a tutti quanti, avremmo una porzione di mondo piu’ serena, ma non meno felice, Buon Anno a tutti quanti!

Campanelle o campanacci?

Certo che quella dannata campanella, dal giorno nel quale che un’impaurito Silvio Berlusconi la ripose nelle mani di Mario Monti, non ha mai nemmeno pensato di fermarsi un po. Dopo il primo tentativo di Napolitano, il Paese si ritrovò ancora piu’ in crisi ed impoverito, la manovra ‘lacrime e sangue’ non  migliorò affatto i ns conti , al contrario i raptus notturni di Fornero &  distrussero il distruggibile. Ecco che allora il presidente della Repubblica pensò ad Enrico Letta, uno schiocco delle dita e la campanella sempre meno magica, passò nelle sue mani. Letta non ebbe nemmeno il tempo di potersi immaginare un percorso di rilancio, subito venne gelato da un poco rassicurante: ‘ Enrico stai sereno’. Parole e musica erano dell’ex rottamatore di Pontassieve, che dopo averlo rassicurato ne prese il posto. Ed eccoci al terzo cavallo sponsorizzato da Napolitano, Monti Letta e finalmente uno, che si diceva avesse i numeri Matteo Renzi. Letta non riusci’ a far buon viso a cattivo gioco, al contrario non degnò del minimo sguardo colui che gli aveva scippato la poltrona. Il cammino di Matteo Renzi è cosa, purtroppo nota a tutti, partito col vento in poppa ha entusiasmato borse e mercati per la sua innata positività (tutta Berlusconiana) ma ben presto tutta questa energia andò a cozzare con i dati statistici del Paese. In poco tempo si ritrovò a dover fare i conti con Piazze che lo contestavano, circondato dalla sua nutrita scorta, andava avanti sorridendo, un sorriso spocchioso, che presto lo trasformò in padre padrone del Pd e del governo. Arrivò a giocarsi tutto sulle Riforme, relegando l’abbandono suo e della ministra Boschi, in caso di bocciatura. Questa arrivò puntuale come un treno svizzero: Il 60% degli italiani aveva detto NO, un no alle Riforme ed uno piu’ forte a Lui e al suo governo.Ecco che siamo arrivati al quarto desiderio di Napolitano: Gentiloni Dio ce lo levi dai…………Un governo clone del precedente, che senso ha avuto fingere di ricominciare da capo, quando lo stesso governo, avendo la maggioranza avrebbe potuto modificare la legge elettorale portandoci al voto? Le stesse facce, comprese quelle della Madia e della Boschi, ossia la prima esautorata dalla Consulta, la seconda non sazia del NO gigantesco che ne avrebbe dovuto decretare le dimissioni. Ma quali dimissioni, promossa sul campo da Renzi, l’altro che avrebbe dovuto lasciare la politica. E’ mai possibile che siamo in balia di questi individui? Sono talmente fuori dall’aver nominato  Lotti allo Sport (ambiva ai servizi segreti) Una rossa diplomata in tre anni all’Istruzione e Università, e udite udite Angelino Alfano visto che aveva fatto cosi’ bene all’Interno, promosso agli Esteri. A Firenze diciamo: Se un son grulli un si vogliono, dunque invece di tanti inutili e dannosi passaggi di campanelle sarebbe bastato un briciolo di coraggio, i campanacci ed il popolo sovrano al voto.

L’Italia è una Repubblica(poco) democratica, fondata sul lavoro( che manca). La sovranità(non) appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e (piu’ che altro) nei limiti della Costituzione.

Monti Letta Renzi Gentiloni, ci sarebbe un’adeguata rima che vi risparmio in quanto fin troppo evidente. Re Giorgio di starsene buono da parte, a godersi la pensione non ci pensa proprio, suggerito nell’orecchio buono, da colui che avrebbe lasciato la politica in caso di sconfitta, ha a sua volta ordinato a Mattarella gli adeguati ricambi, di un governo illegittimo. Tutti sorridenti i neo ministri, tutti premiati e ricompensati, non tanto per valori espliciti ma per quel ‘senso di appartenenza’ che accomuna i clan. Hanno spartito incarichi e poltrone, continuando il percorso portato avanti da Renzi, 80 euro e un bravo ad Alfano, passato magicamente dal Viminale alla Farnesina, lui e tutti i ministri del Centrodestra, ovviamente riconfermati. 80 euro e un bravo alle correnti del PD e nuove poltrone per Minniti ( Esteri), Fedeli (Istruzione e Università), Finocchiaro (Rapporti con il Parlamento) e De Vincenti ( Coesione territoriale e Mazzogiorno). 80 euro e lode per Maria Elena Boschi promossa sottosegretaria ( alla faccia della coerenza) Mentre l’amico di Renzi, Luca Lotti, invece dei servizi segreti, dovrà accontentarsi dello Sport. Alla Difesa intoccabile Roberta Pinotti, Maurizio Martina all’ Agricoltura, all’Economia Piercarlo Padoan e poi Del Rio alle Infrastrutture e Trasporti, Andrea Orlando alla Giustizia, Dario Franceschini alla Cultura. Un governo illegittimo e pure clone del precedente: Il 4° Presidente del Consiglio nominato in barba alla sovranità (presunta) del Popolo. Un governicchio che assomiglia alla spartizione del bottino di uno ‘scippo’ attuato nei ns confronti. L’ennesima esortazione al tiriamo a campare, questi incapaci continuano a nascondere la polvere sotto il tappeto , non hanno la piu’ pallida idea della differenza tra apparire ed essere, eccoli li come bambini al primo giorno in classe, le maestrine sono al loro posto, il vecchio preside non si distoglie un’attimo, comincia un nuovo ciclo, tutti pronti a far piu’ danni possibili, mettetecela tutta, perchè presto sarà il nostro voto a mandarvi a casa, per sempre.

Renzi almeno la faccia ce l’ha messa, ma lei?

Al premier nominato Matteo Renzi, va dato atto di aver mantenuto la sua promessa. Si perchè tra personalizzazioni varie e ripetute smentite, il peso dei NO l’ha ‘costretto a  rassegnare le proprie dimissioni. Giustamente ha detto di essere stato nominato da Napolitano per fare le riforme, ora che il compito è fallito il suo percorso è da definirsi concluso. Salvo sorprese dell’ultima ora, alle 19,00 si recherà da Mattarella. Per un Renzi che lascia c’è un’altra persona che ha fatto retromarcia, la bella Maria Elena di dimissioni non parla proprio, come se il fatto non la riguardasse fa l’indifferente, eppure non è passato troppo tempo dal 22 maggio, quando a In Mezz’ora disse: “Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico. Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via”. “Anche io lascio se Renzi se ne va: ci assumiamo insieme la responsabilità. Abbiamo creduto e lavorato insieme ad uno stesso progetto politico”. Spesso dire le cose non costa niente, e il mantenerle che costa un botto.

Spesso ‘ci provano’, a volte ritornano!

Col recente voto gli italiani hanno finalmente scritto ‘a caratteri cubitali’ il loro diniego, all’essere lasciati in disparte. Nessuno avrebbe potuto immaginare che una partecipazione cosi’ alta sarebbe coincisa con una vittoria del fronte del NO, lo stesso premier ne era cosi’ convinto da mettere su un vassoio d’argento le proprie dimissioni (addirittura l’abbandono della Politica) in caso di sconfitta. Il messaggio è stato forte e chiaro, prima di violentare la Costituzione, bisogna accendere ‘cuore e cervello’. Sconvolgerla per un mero ritorno personale non è concesso, tentare di nascondere ‘ manovre di potere’ camuffandoli con punti, talmente ovvi, da essere considerati stupidi, è stato come considerare gli italiani degli imbecilli, quelli che fino a ieri si bevevano tutto, oppure dicevano Si tappandosi il naso. Il tempo cambia le persone, Renzi in questi tre anni è profondamente cambiato, di quel rottamatore sindaco di Firenze non era rimasta manco l’ombra. Presunzione arroganza protagonismo all’eccesso lo hanno trasformato in obbiettivo del popolo. Sorrisi e selfie, mentre il Paese arrancava giorno dopo giorno. Delle sue slide non è rimasta traccia, uno piu’ uno due, lavoro manca i consumi sono paralizzati, non esiste persona che si sia sentita tutelata: Salti due rate e ti prendono la casa, e sono le stesse banche salvate e risalvate a suon di miliardi nostri. Pensionati, disoccupati, milioni di persone che sopravvivono tra la totale indifferenza dello Stato assente, troppo impegnato a farsi i complimenti. Ammalati gravi senza assistenza, soli ed abbandonati alla loro triste sorte. Una realtà camuffata dai media asserviti, quelli che continuano a dirci che va tutto bene. E intanto la gente muore, togliendosi la vita: 471 persone si sono suicidate in questi tre anni del governo Renzi, un dato che messo insieme al livello di disoccupazione e quello di povertà, dovrebbe aver indotto verso un’azione vera, forte e consistente. Il governo e i media se ne sono fregati di questi tristi primati, tenendoli in un cassetto chiusi a chiave. Adesso che finalmente siamo riusciti, col ns voto, a far cadere i loro castelli siamo di nuovo al punto di partenza. Gli zombie si sono risvegliati e vogliono il potere, esigono di comandare, non hanno un minimo di programma ma partono all’assalto del Governo. I vari Franceschini D’Alema Casini si dicono pronti e meritevoli. Pronti a guidare l’ennesimo disastroso Governo tecnico, almeno Renzi ha dimostrato per una volta di essere serio e coraggioso, fosse per lui proverebbe a sfidare il popolo chiamandolo subito alle urne. Il coraggio di ribattere il chiodo caldo, almeno a parole ce l’ha, di questo gli va dato atto. I Cinque Stelle stanno alla finestra e ponderano, mentre Berlusconi si lecca i baffi, visto che Renzi ha offerto tutto e l’ha messo in un vassoio d’argento. La situazione è estremamente complicata, per sei mesi non ci si è occupati che di referendum, lasciando pensionati disoccupati terremotati e poveri ai loro problemi. Dei terremotati non parla piu’ nessuno, troppo importante focalizzare l’attenzione degli italiani sulla fastosa proposta di eliminare il Cnel ( ente non sopprimibile, svuotato ed a costo zero) . Degli handicappati sempre con meno soldi e servizi a disposizione non parla piu’ nessuno. Tutti impegnati a spartirsi eventuali poltrone, io ti appoggio se mi dai…Mattarella, sicuramente una degna persona, timida a tal punto di non voler mai apparire, ha davanti a se il futuro del Paese, la ns sorte: Andare subito al voto (nella prossima primavera) potrebbe essere la mossa giusta, adesso suo malgrado dovrà formare un’esecutivo che traghetterà il governo fino alle elezioni. Dopo aver congelato le dimissioni di Renzi, sostanzialmente ne ha decretato l’uscita dalla politica, cambia il capotreno senza che venga cambiata la motrice. Potrebbe andare a finire, che ce lo ritroviamo candidato del PD alle elezioni. Fate qualcosa, e fatelo presto, il Paese i cittadini che hanno votato NO e Si ne hanno tanto troppo bisogno.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑